Sunday, June 05, 2011

Oh ma in Brasile ci volevo andare pure io, con i Trans, la coca e le ciabatte verde-oro a ritrovare i miei antenati. E invece



Riavvolgiamo il nastro. Lunedì c'è una conferenza in cui annunciano un tour di band emergenti trentine in terra carioca. Un progetto a due teste, Trentini Nel Mondo e Sanbaradio-Coop Mercurio. 113 mila euro di finanziamento pubblico. Tanti, troppi soldi secondo alcuni, tanto che scoppia la polemica. Non sui tavolini dei bar, ma dalle colonne confortevoli del sito di un noto quotidiano locale. Perchè a Trento la gente in faccia le cose non se le dice nemmeno in punto di morte.
Va aggiunto un dettaglio: tra le band selezionate c'è anche La Piccola Orchestra Felix Lalù, noto fustigatore dei costumi scialacquoni dell'assessorato alla cultura, particolare che rende il dibattito molto più saporito.

Ovviamente non tutti saranno d'accordo sulle modalità di selezione, ma il progetto, i referenti e persino le band selezionate sono frutto di una scelta scrupolosa e pure azzeccata, un campione abbastanza significativo della realtà locale. Vi piaccia o no, i ragazzi di Sanbaradio, da almeno 3-4 anni seguono da vicino, intervistano, aiutano e promuovono con determinazione le giovani band e grazie al loro impegno e alla loro passione sono diventati un punto di riferimento per molti.

L'errore però è il solito, ed è l'errore di voler sempre fare le cose in Grande senza step intermedi, per legittimarsi di fronte alle istituzioni, senza coltivare nulla. L'errore di chi, arricchitosi in fretta, si fa abbagliare e spende soldi dissennatamente per mostrare a tutti ciò di cui può permettersi. Come quando a capodanno i comuni di provincia pagano decine di migliaia di euro per un concerto di Paolo Vallesi.
E' un errore che lascia trapelare mancanza di ambizione, mancanza di autonomia culturale.

113 mila euro sono tanti, ma fatto qualche debito calcolo non è una cifra faraonica. Ad esempio se paragonata al milione e 200 mila euro spesi per la Trentino Film Commission, sulla quale personalmente avrei più di una perplessità da avanzare.
Questo però è l'esempio di come, per portare avanti un progetto culturale, i giochi e i conti vengano sistematicamente drogati da un sistema che dal nulla erige cattedrali che son solo materassini gonfiabili.

Questo in Trentino succede nell'imprenditoria, nel settore immobiliare, nella cultura (Mart) e giù fino alle rotatorie costruite in frazioni con 20 abitanti. L'autonomia ci protegge, attutisce le cadute, ma è anche la più tragica delle nostre debolezze. Siamo fortunati ma rischiamo di restare sempre qui, imprigionati tra le montagne anche quando siamo in Brasile. Lo sa bene il presidente Dellai, che in più di un'occasione ha auspicato un'autonomia attiva, consapevole e intraprendente.

Si poteva tentare un approccio più soft, comunicare meglio gli estremi del progetto (ci sono contributi perchè è l'anno di gemellaggio col Brasile?) ed evitare di dare in pasto a qualche giornalista locale lo spunto per un paio di titoli roboanti.

Ci sono locali che chiudono e ragazzi che invece di passare le giornate a iscriversi ai concorsi, se le costruiscono da soli le situazioni, scelgono di essere attivi e autonomi, si danno da fare, creano reti, mettono in piedi cose grandiose con tanto ingegno e poco, pochissimo denaro . Sono attenti all'ambiente e mettono le persone al centro, prima di ogni altra cosa. Questa gente (molti militano proprio in quelle 7 band) non chiede i contributi, chiede solo di essere messa in condizione di operare. Niente contro la gita in Brasile, niente contro il formaggio caprino siriano, ma c'è un buco nero nelle nostre città. Si sta allargando e non riguarda solo il mondo della cultura o la scena rock.

Our band could be your life.

3 Comments:

Anonymous Anonymous said...

io mi chiedo:
perchè il Brasile?
perchè quella cifra?
perchè quei gruppi?

ma soprattutto...perchè il Brasile?
Qual è la rilevanza del mercato brasiliano per la musica prodotta e rappresentata da quegli artisti trentini?

E' come se mandassero una compagnia teatrale in tournée - e già sarebbe uno scandalo così - chessò, in Portogallo, o in Svezia.

E poi santo dio, sono 113.400 euro!

June 06, 2011 8:52 AM  
Anonymous Anonymous said...

la polemica è stata sollevata perchè a partire sono degli universitari e non i soliti anziani dei cori, è una bella iniziativa.. però andava comunicata meglio

June 07, 2011 12:17 AM  
Anonymous JMox said...

ho letto cose tipo "quei soldi li danno solitamente ad anziani e cori, una volta che li danno a noi.."
beh ma così siamo daccapo no?

June 08, 2011 12:01 AM  

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