Wednesday, August 09, 2006

FFWD?



E' il 1963. La Philips immette sul mercato l'audiocassetta, un piccolo contenitore con due bobine che raccolgono il nastro su cui può essere registrato materiale sonoro su entrambi i lati.
Bella mossa direi. Il nastro ha permesso una serie di risvolti sociali
non da poco legati alla musica, vedi le varie compilation- per la tipa che ti piace, per gli amici ignoranti, per i viaggi, i mixtape, i demo, i corsi deAgostini a cassette fino alla apoteosi letteraria di Nick Hornby.
Thurstone Moore dei Sonic Youth, ha pubblicato da un'annetto un libro sulla cultura e la storia del mixtape.
Com'era inevitabile una roba a metà tra l'operazione nostalgia ed una seria disamina del fenomeno.
Chiaro che oramai, come molti oggetti di culto, anche l'audiocassetta vive una stagione di ritorno e viene un pò pompata sull'onda dell'entusiasmo amarcord.

Al di là del look superfico e delle scritte/disegni personalizzati, le cassette mi piacevano perchè ti obbligavano a sentire bene i dischi, cioè tutti di fila come l'autore li aveva concepiti.
Siccome odio i nostalgici non voglio dire che adesso l'iPod e le sue playlist killer abbiano ucciso la musica ma ogni tanto a forza di skippare avanti e indietro in lungo ed in largo nei circuiti, un po' assassino mi-ce-lo sento.

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