Wednesday, August 09, 2006



Pensando alle cassettine mi è venuto in mente un aneddoto riguardante la prima che ho acquistato-
Johnny Mox Vs. Zappo: a (Bad) True Story.

E’ estate, fa caldo, sono in giro con mia zia che è bella ha gli zoccoli rossi le unghie dei piedi dipinte di rosso i capelli biondi che svettano nella folla scomposta della fiera. Tutti ci vanno alla fiera. Per forza, è quella del Santo Patrono, comprano padelle sedie di paglia, prosciutti, olive lupini, zucchero filato, icone religiose, tubi, attrezzi, porchetta, palloncini. Lei mi stringe la mano ed ogni tanto si volta e mi guarda giù illuminandomi col suo sorrisone. Ha gli occhiali come Monica Vitti, anzi a guardarla bene sembra proprio Monica Vitti, con quella voce e la risata rauca e fragorosa.
Passiamo bancarelle su bancarelle, c’è odore di noci tostate, maiale e sementi. In una c’è un uomo con il barbone, le maniche rimboccate ed un microfono che mostra i prodigi di un affettatore multi-sciabola, la gente si accalca incuriosita tutti urlano ed hanno voci potenti, chiamano la zia, un po’ perché in paese la conoscono un po’ perché davvero sembra Monica Vitti.
Ogni volta una pausa, ogni volta il solito rito, “bello di qua bello di la guance-baci schiaffi a chi sei figlio tu? questo è il nipote che sta al nord, e giù altri baci-guance-schiaffi e quanto sei cresciuto anche.
Finalmente arriviamo nei pressi di Zappo, lo capisci che stai per arrivare da Zappo, perché la musica la cominci a sentire da lontano, perche Zappo, che ha l’orecchino come un pirata, tiene il volume sempre alto.
Sono troppo grande oramai per i giocattoli della fiera ma troppo piccolo per le sigarette o altre cose da grandi e da un po’ mi piacciono i dischi. Tutti i giorni dopo pranzo passo un paio d’ore, quelle più calde, nella camera in cui tutti i fratelli e mio padre-che è l’ultimo, hanno dormito. Ci sono un bel po’ di dischi e cassette e un vecchio stereo SANYO grazie al quale giorno dopo giorno scopro le meraviglie della melodia italiana (mio zio) e le sregolatezze della black music e del rock dei settanta (mio padre).
La bancarella di Zappo è un’esplosione di colore. Ci saranno centinaia di cassette, liscio e walzer per lo più, ma la mia attenzione si dirige su una in particolare.
Bianca, con una grossa scritta rossa “Bad” in diagonale e in primo piano un tizio di colore con il giubbotto di pelle.
Micheal Jackson, c’è scritto in nero, di lato. “E’in inglese” mi dice la zia da dietro gli occhialoni fumè, ma io nemmeno la sento.
“Figo cavolo, troppo figo” penso guardandolo in quella posa coi pollici sui passanti della cintura borchiata e lo sguardo mezzo da duro, mezzo imbambolato. Per un’attimo tentenno buttando l’occhio su “Jovanotti for President” ma poi decido che sarà "Bad", la prima cassetta che acquisterò nella mia vita. La zia, abituata ai teschi e ai mostri sugli LP dei miei cugini più grandi, non si fa troppe domande e porge le 7 mila lire a Zappo.
Adesso di tutto quel trambusto della fiera non me ne importa più niente, voglio andare a casa, di corsa, giù per le scalette, prendendo tutte le scorciatoie che conosco, rifiuto addirittura il gelato questa volta, scanso vecchie vestite di nero, cani, muli, bastoni, sacchi di olive, buste di plastica azzure, sulle scalette mia nonna sbuccia i fagiolini, la scavalco con un balzo saltandole sopra mentre sento che mi urla qualcosa in nonnese.
Il Sanyo è lì, sotto le cuffie grigie ed il poster della lazio campione 1974/75
I tasti del Sanyo sono super germanici, duri et precisi, fanno scattare la cassetta sull’attenti al grido di Eject!
Sfilo Otis Redding/infilo la cassetta di Bad e spingo play.
(…)
Fzww...zzzzzww
Niente. Mando avanti di un po’, niente. Nemmeno quel cicalino prima che il disco inizi. Mando avanti ancora. Niente. Tiro fuori la cassetta, il nastro è già quasi a metà. Mi dico che sarà tutto sull’altro lato e ripeto l’operazione ma.
Niente. Nulla null zero zibra kaputt.
Vado avanti e indietro coi tasti del Sanyo che ormai piloto come uno del mestiere ma non c’è niente. Ritiro fuori la cassetta meccanicamente, la riesamino a fondo, controllo il nastro che tante volte non sia tutto bianco, faccio una controprova con "Brain Salad Surgery" degli Emerson Lake & Palmer, per accertarmi che non si tratti di un problema del vecchio Sanyo.
Ma non succede ancora
Niente.
Ho i lacrimoni.
Sudo freddo e ho i lacrimoni.
Fuori sento che è arrivata la zia, chiacchiera con nonna,
mi chiamano.
Cerco di inghiottirli, i lacrimoni, ma ce ne sono di nuovi pronti
appena dietro.
Maledetto Zappo e il tuo orecchino da pirata.
Maledetto il tuo stereo la tua bancarella e tutti quei dischi di Fausto Papetti con le donne nude in copertina
Me la pagherai.
Stanne certo che
Me la pagherai.