Tuesday, July 31, 2007

We don't Need no Education (Apologia della Sbatta)

Sono da sempre un fan di RadioRai, di quella più ingessata e tradizionalista, quella con il segnale orario, i jingle fatti dai Kratfwerk e quell'alone di serietà compassata da Servizio di Stato. Detesto quando cerca di essere giovane con 10 anni di ritardo tirando su delle vere mezze tacche che cercano di fare i brillanti. C'mon, sei il Servizio Pubblico, dattelo un po' di tono no?>Uno dei miei programmi preferiti è Alle 8 della Sera. Il titolo lascia già presagire tutto: ritmo a mitraglietta, spumante, verve e temi leggeri. Il programma cambia conduttore ogni mese, di solito sono giornalisti, professori, studiosi, scrittori; gente seria che calibra le parole, gente che non ti immagini con i calzoncini per dire. Si trattano biografie o si analizzano particolari eventi storici come in una sorta di romanzo a puntate. Questo mese il ciclo si intitola "1956: Krusciov contro Stalin". Yeah. Non potevo chiedere di meglio. Ad un certo punto Demetrio Volcic, che come mi è stato raccontato è stato mandato dalla Rai come inviato in Russia esclusivamente per il suo cognome esotico e senza sapere una parola di russo, Demetrio Volcic ad un certo punto chiama Stalin Giuseppe Stalin, non Joseph ma Giuseppe come si faceva cento anni fa o come nelle enciclopedie illustrate anni 70 quando si usava Carlo Marx invece di Karl Marx.
Il fatto è che questa cosa di prendere la materia seriamente e di essere precisi, senza dover a tutti i costi farti il power point, senza i box colorati, senza l'ossessione di dover a tutti i costi divulgare, è una pratica in via di estinzione. Quando Demetrio Volcic tira in ballo che ne so il ministro dell'interno Beria o altri fatti e personaggi di contorno, dandoli per scontati, tenendo alto il mirino, a me scatta la miccia A)Perchè sono così ignorante B) Devo sapere, devo andare ad informarmi. Quando negli anni '60 facevano queste trasmissioni con Mina e Alberto Lupo, in studio si parlava un italiano pettinatissimo, molta gente a casa non era istruita e faceva fatica, si sforzava ma poi si godeva lo stesso i cantanti etc. Ecco la cosa di fare fatica, di non avere la pappa sempre pronta, di tenere alto il livello, di essere chiamati ad un piccolo sforzo, questo è rock'n'roll. Altrimenti finiamo sempre a parlare delle solite cose, dell'estate dei vip, degli speronamenti tra yacht. Ma cazzo raccontami qualcosa che non so, raccontami come fanno l'interrail dei secchioni di Cremona che scoprono l'LSD, raccontami dei Maya e degli Aztechi, raccontami di Michelangelo Antonioni, dei suoi film lenti, dannatamente lenti e pallosi, ma fammi capire che con un po' di fatica ne potrei anche trarre giovamento, che con un po' di fatica e magari un bel caffè doppio e una pigna nel culo ne potrei uscire persino migliorato.

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