Saturday, August 11, 2007

Summer of Sam

Sono tornati. O forse non se ne sono mai andati. Fatto sta che rieccoci qua a combattere contro i topi in miniatura mentre l'ennesima minaccia chimica rischia di abbatersi sulla città. Da qualche settimana si sprecano gli articoli e le commemorazioni della Summer of Sam, l'estate di 30 anni fa in cui da una parte il primo Blackout che si ricordi e dall'altra gli omicidi del serial killer David Berkowitz, gettarono la città nell'anarchia totale. Nel mezzo la mitologia r'n'r yankee, i primi concerti dei Talking Heads, Blondie, Television, i Ramones che cominciavano a fare sul serio, la comparsa sulle scene di Basquiat, l'eroina, Grandmaster Flash, la disco, lo Studio 54 e che due coglioni. Bisognerebbe piantarla di gonfiare il mito, sennò finisce che trasformi tutto in una fiabilandia di cartone. Mi spiego, se da una parte la leggenda viene alimentata di continuo, dall'altra la speculazione immobiliare sta progressivamente trasformando la città in un museo per ricchi. Che senso ha avere l'ereditiera che vive nella casa di Iggy Pop mentre il nuovo Iggy Pop è costretto a vivere a 40 km dalla City e a cambiare 3 treni per arrivare a Manhattan? Butteranno giù anche Coney Island e ci faranno una specie di Las Vegas per turisti, con le ricostruzioni di Venezia, Parigi e Atene. Boh magari è giusto così. Io sebbene conviva con i mini ratti e con una coinquilina fricchettona che si taglierebbe un braccio piuttosto di farne fuori uno, posso ritenermi fortunato. Se non altro il mio è un quartiere vivo, ancora per poco, ma è un quartiere vero.

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