
"Gentilissimo Gionni,
mi chiedevo se la facevate ancora quella rubrica sulle fregature. Spero di si perchè quello che mi è capitato la settimana scorsa ha davvero dell'incredibile. A Santa Maria delle Grazie, il paese vicino ad Acireale dove vivo, ogni anno alla Befana facciamo il vaso della fortuna per i piu piccoli. Per una parrocchia come la nostra si immaginerà i sacrifici per coinvolgere la comunità e trovare i soldi per mettere in piedi anche una piccola festa dedicata ai bambini. Quest'anno poi c'è stato da rifare tutto il tetto della canonica per cui le lascio immaginare.
Insomma verso novembre alle riunioni del gruppo giovanile comincia a presentarsi tale Gaetano detto Tano, un trentacinquenne di Capo Mulini, un paese qua vicino.
Entusiasmo, voglia di fare, progetti. Io più che in chiesa me lo ricordavo sempre al bar a mettere soldi in quelle macchinette, ma che vuole già nel gruppo siamo quattro gatti, se poi stiamo anche a fare selezione stiamo freschi, come si dice.
Bene Gaetano propone, sensibilizza si mette in prima linea, si guadagna in breve la simpatia dei ragazzi della parrocchia.
La sua proposta per il vaso della fortuna è di alzare la posta, quest'anno. Basta con il robot tutto fare per la cucina della simac, basta con le mountan bike che anche se ci hanno il cambio Shimano oramai non fanno piu gola a nessuno. Ci vuole qualcosa che visibilmente possa essere un premio da ambire. Ci vuole, secondo lui, lo scooter, che i ragazzi ce l'hanno sempre il pallino de motorino. Partono le discussioni, si tratta di un sacco di euro, non della mezza milionata che eravamo abiutuati a spendere. Tano se ne viene fuori con lo stratagemma delle torte. Facciamo fare un sacco di torte a tutte le donne del paese e poi le rivendiamo ad offerta libera. Le abbiamo incastrate così capisce signor Gionni? Chi darebbe pochi spiccioli per la torta della vicina senza che quest non lo venga poi a sapere?. Insomma le cose vanno via in rapida evoluzione, il giorno della Befana lo scooter se ne sta lì in bella mostra tutto luccicante sul palco in piazza. Non abbiamo mai venduto così tanti biglietti, che a saperlo, l'anno scorso facevamo uguale e con quei soldi alla canonica ci facevamo un tetto migliore. Comunque arriva la sera e arriva il momento delle estrazioni. Lei non ci crederà caro Gionni, ma quel farabutto aveva fatto tutta questa scenata per arrivare ad estrarre come vincente il SUO biglietto e per portarsi a casa il motorino. Che fetente.
E' chiaro che ora andremo per avvocati, non ha idea di quanto don Gianni sia andato su tutte le furie, ma il Tano sostiene che l'estrazione è stata regolare e che lui non ci può fare niente se è stato fortunato e che ora che si trasferisce a Palermo lo scooter era proprio quello che ci voleva.
Ora io mi dico, se uno deve mettere in piedi tutta questa commedia perchè non ha nemmeno i soldi per comperarsi un motorino, allora signor Gionni me lo lasci dire stiamo messi proprio male. Pena e vergogna, ecco quello che provo per quel poveraccio. Che poi quando si tratta di giocare la schedina o di metere gli euro nelle macchinette le tasche son sempre piene.
Caro Gionni, la saluto e con rispetto le chiedo di pubblicare la mia lettera, in modo che i suoi lettori sappiano che gran fetente e pezzo di merda è Gaetano Pal*****i
Ps: Che per caso lei è parente di un certo Domenico Moccia di Acireale? Mi faccia sapere, facevamo le stagioni assieme negli anni settanta, e ce ne siamo pure andati in Germania col vecchio Mimmo! Ci dica nel caso che mi venga a trovare!"
Renato Scevola, Acireale