Eccoci

Bene. Non c'è tempo nè spazio per la nostalgia. Uno due tre e via.
Da vero cowboy non voglio nessuno a rincorrere il mio treno in partenza (anche perchè trattandosi della metropolitana non c'è molto da correre prima di finire
tra i binari in mezzo a i rattoni ed alle tartarughe ninja).
Vado via a testa alta, col bavero alzato e, concedetemelo, con un' erezione di qualche centimetro superiore alla media personale.
Alla fine sparirà solo il loghetto Speciale NYC, qua di lato che da un po' iniziava anche a puzzare di vecchio e di chiuso.
Quindi in successione in un solo mega piano sequenza F Train East Broadway, smonta a Jay Street, A train
fino al capolinea, che è il JFK. Da lì in volo sull'oceano fino a London Heathrow,
smonta bevi caffè peggiore di quello bevuto fin'ora,. Poi nuovo imbarco per Madrid, aeroporto
Barajas, dove mi attende l'agente W, al quale consegnerò tutti i bagagli prima di avviarmi (lo spero con tutte le mie forze) verso la prima grande rimpatriata con gli amici madrileni.
La sera dopo ripartirò alla volta di Milano Malpensa dove ad attendermi ci sarà la famiglia
Mox al completo (eh sappiatelo, non farò lo scazzato come i calciatori quando atterrano che fingono di parlare al telefonino: c'è da fare la terronata dell'anno, gettarsi a terra e abbracciare tutti? Lo farò, una volta per tutte lo farò, lasciando cadere a terra le valige anche)
Per il resto mi come sempre mi lascerò guidare, mi aggrapperò se necessario a quell'entusiasmo immotivato, a quella spinta cieca e giovine che in questi mesi abbiamo imparato a conoscere con il nome di gayna (o gaina se avete paura che sia una roba per culacchioni).
Ci si vede all'inferno, stronzi.